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11/02/2019
Elezioni 2019: cosa dicono i sondaggi?
Si inizierà con le regionali in Abruzzo per finire con l’Emilia Romagna.

Non solo Europee nel 2019. Ebbene cari lettori saranno chiamati alle urne anche il 50% dei comuni italiani nel prossimo appuntamento delle amministrative di maggio. Tuttavia, c’è anche un grande fermento ed una grande attesa per un’importante tornata di elezioni regionali. Le regioni chiamate alle urne, per rinnovare il proprio consiglio, sono sei.

Domenica 10 febbraio 2019 sarà l’Abruzzo ad aprire le danze; poi sarà il turno della Sardegna chiamata ad esprimersi domenica 24 febbraio. Election Day per i Comuni e due regioni il Piemonte e la Basilicata che voteranno lo stesso giorno delle elezioni per l’Europarlamento, cioè il 26 maggio. Infine, toccherà a Calabria ed Emilia Romagna che voteranno tra novembre e dicembre 2019.

La prima regione a votare come ho detto in precedenza sarà l’Abruzzo. Questo perché il presidente Luciano D’Alfonso ha optato per un seggio in Senato. Secondo gli ultimi sondaggi è, attualmente in vantaggio il centrodestra che si presenta unito con il senatore Marco Marsilio. Seguono i cinquestelle che candideranno il consigliere regionale Sara Marcozzi. Indietro il centrosinistra con Giovanni Legnini.

Anche in Sardegna, dove il centrosinistra presenta un candidato “forte” il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, sembra essere destinato alla sconfitta. Sembra che il duello sarà tra il centrodestra ed i pentastellati. La Basilicata, intanto, si appresta a diventare un’altra ex roccaforte del Pd, anche se la situazione è incerta. Infine, come nelle altre regioni, anche in Calabria il governatore uscirà da un testa a testa tra centrodestra e cinquestelle.

L’unica speranza che possono coltivare quelli del Pd resta solo in Piemonte con Chiamparino anche se alle ultime politiche il centrodestra ha fatto incetta di voti ed i cinquestelle governano Torino dal 2016. Ad oggi sembra che la vittoria per il Pd non sia certa neanche per la rossa Emilia Romagna; infatti in questa regione già l’assalto di Matteo Salvini sta cominciando a portare buoni risultati da tempo.

Questa è la fotografia dell’Italia di oggi, ebbene si, gli ultimi avvenimenti non hanno fatto altro che rafforzare la Lega di Salvini. Pensate che il 63% degli intervistati, dall’Istituto Swg, ritiene che Salvini non dovrebbe essere processato per il caso Diciotti: la pensa così il 90% degli elettori della Lega, ma cosa più importante, anche l’83% dei sostenitori del M5S. Quest’ultimo dato, capite bene che è molto importante, soprattutto in vista del voto al Senato sull’autorizzazione a procedere contro il vicepremier. Il sondaggio poi sposta la sua attenzione sulla crisi venezuelana: il 48% ha risposto che il nostro Paese dovrebbe rimanere neutrale, il 23% ritiene che Roma dovrebbe appoggiare Guaidò ed il 9% sta dalla parte di Maduro.

Ora torniamo alle intenzioni di voto, come ho detto ad inizio articolo. Il vantaggio della Lega sugli alleati di Governo è ormai di 10 punti. Infatti il partito di Salvini veleggia al 33,8%, con il movimento guidato da Di Maio che insegue con il 24%. Il Partito Democratico è affondato a quota 16,8%, mentre Forza Italia viene stimata all’8,3% e Fratelli d’Italia al 4,3%.

Cari amici, questi risultati non mi sorprendono affatto!! Oggi Matteo Salvini ed il Governo giallo-verde hanno contro praticamente tutti; ma soprattutto la vecchia politica che ha mangiato e bevuto alla faccia degli italiani negli ultimi anni.

I giornali di sinistra, come La Repubblica, amici dei governi sinistrati, da Monti a Letta passando per Renzi e Gentiloni, sono senza pace contro l’esecutivo. Mentre troviamo all’orizzonte una sorta di sistema dell’alternanza editoriale destra-sinistra fisso, immutabile, autoreferenziale e pregiudiziale, al di là di ogni dato di realtà. I concetti ormai logori e finti di destra e sinistra sono stati disintegrati dall’alleanza Lega-Cinquestelle e la contrapposizione è divenuta quella tra popolo ed élite. Tutti i giornali perdono la maschera e si mostrano per quel che sono, ossia strumenti dell’establishment e della casta. Vedete tutti questi attacchi frontali non fanno altro che rafforzare il Governo ma soprattutto Salvini.

I “vecchi partiti”, se così posso definirli, non attuano una minima opposizione sui contenuti ma la cosa più raccapricciante è che non propongono nessuna ricetta per il nostro Paese. Quindi, cari lettori, gli italiani vedono Salvini come l’unica via alternativa e migliore all’austerity, alla moneta unica, alla dipendenza della politica dalla finanza ed al vecchio sistema di lobby che hanno gestito con i disastri che sono sotto agli occhi di tutti. Io credo che questa sia la vera paura delle élite e la vera forza della Lega.

Credo che le opposizioni, anziché demolire giorno dopo questo Governo, debbano tornare sulla terra e toccare con mano i problemi del nostro Paese. Quindi pensare politiche di risanamento ed a lungo respiro; solo così potranno tornare credibili e rafforzarsi. Intanto oggi abbiamo questo Governo che a detta degli italiani sta minando il sistema insano che ha di fatto rovinato la Nazione ed ha reso poveri gli italiani. Non so se questo sia realmente vero però lo pensa la maggioranza dei miei connazionali.

 

Luca Cappelli

 




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