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29/10/2018
Manovra di bilancio, scontro tra Governo e Unione Europea
L’UE ha dato tempo all’Italia sino al 13 novembre per spedire a Bruxelles una nuova legge di Bilancio e per cancellare quel deficit del 2,4%

In questi ultimi giorni vi è enorme tensione tra il Governo italiano e l’Unione Europea, poiché quest’ultima ha “bocciato” la manovra di bilancio proposta dal nuovo Governo italiano.

Prima di affrontare in modo più specifico la questione, è opportuno chiarire quali sono gli obiettivi più importanti che si vogliono realizzare attraverso l’attuazione di detta manovra.

La legge di bilancio, come ogni anno, è uno dei momenti economici più importanti per il bilancio di un paese, in quanto è da tale manovra che dipendono i conti pubblici per l’anno che verrà e gli obiettivi finanziari da perseguire nei prossimi tre anni.

Ed è proprio per tali motivi che l’approvazione di suddetta legge suscita sempre così tanto interesse anche nell’Unione Europea e nelle agenzie di rating, in quanto necessaria al fine di comprendere la direzione economica e “riformista” che l’Italia,o altro Stato, intende perseguire nell’immediato futuro.

Inoltre, non bisogna dimenticare che a partire dal 2016 è stata introdotta la “nuova legge  di bilancio” la quale contiene sia la legge di bilancio che quella di stabilità prevedendo un unico iter Parlamentare per la sua approvazione, non più iter diversi.

Ebbene, quali sono gli obiettivi che si intendono realizzare attraverso questo strumento? Ma soprattutto, vi  è da chiedersi il perché Bruxelles abbia stroncato tale manovra.

Circa gli obiettivi perseguiti, è già reso pubblico che tale manovra prevede la spesa di circa 20/25 miliardi di euro,si tratta della prima manovra del nuovo Governo Lega-Movimento 5 stelle.

Le novità più importanti riguardano: l’avvio della cd. “mini flat tax” ; la riforma dell’IRPEF; il blocco dell’aumento dell’IVA e di conseguenza delle clausole di salvaguardia; proroga bonus assunzioni giovani 2019 per gli under 35; la riforma delle pensioni, attraverso l’attuazione della cd.”quota 100”; l’avvio del reddito di cittadinanza 2019, attraverso l’introduzione del nuovo sussidio contro la povertà, il quale avverrà in modo graduale e partirà con l’inclusione dell’attuale reddito di inclusione ed altre misure per ampliare la platea dei beneficiari; l’avvio della “pace fiscale”, ossia un intervento costituito da una serie di strumenti che consentono al contribuente di trovare una soluzione al pagamento/cancellazione dei debiti con Alitalia, Agenzia delle Entrate e altri agenti della riscossione.

Tuttavia, quando è arrivato il Documento programmatico di Bilancio dinanzi alla Commissione Europea, quest’ultima è stata tutt’altro che soddisfatta.

Duro colpo, quindi, per l’Italia da parte dell’Ue, poichè, in una lettera inviata al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, la Commissione europea ha mosso rilievi sulla Manovra, spiegando che il progetto di bilancio notificato dall’Italia presenta “una deviazione senza precedenti nella

 

storia del Patto di stabilità e di crescita”. Bruxelles parla di una “inadempienza particolarmente grave“. L’UE ha dato tempo all’Italia sino al 13 novembre per spedire a Bruxelles una nuova legge di Bilancio e per cancellare quel deficit del 2,4% che aggiunge almeno 25 miliardi di spese su di un Paese che ha sulle spalle il terzo debito pubblico del mondo.

Qualora il Governo si rifiutasse si procederà ad un iter differente.

L’Italia, nonostante “l’avvertimento” da parte della Commissione, ha risposto alla lettera confermando la linea dell’esecutivo. Le affermazioni del premier Giuseppe Conte sono state chiare: “Se dicessi ‘sì abbiamo sbagliato’, vorrebbe dire che la manovra è azzardata e imprudente. Non è così”.

La risposta dell’Italia sarà discussa al collegio dei commissari a Strasburgo. Nessuno nasconde che dall’Ue potrebbe arrivare con ogni probabilità una bocciatura.

Inutile negare la grande tensione che sta vivendo in questo momento il nostro Paese, messo alle strette dall’Unione.

Ciò nonostante, Conte ha spiegato che l’Italia è disponibile a sedersi al tavolo per dialogare con le istituzioni europee “in spirito di leale collaborazione e dialogo costruttivo”. Il governo si è detto “fiducioso”, nella lettera inviata alla Commissione europea, che la manovra di bilancio non esporrà a rischi la stabilità finanziaria dell’Italia né degli altri paesi membri dell’Unione europea. L’esecutivo si è impegnato a intervenire qualora il deficit dovesse superare gli impegni assunti ma ha anche espresso la convinzione che le riforme strutturali permetteranno il rilancio della crescita, assicurando la sostenibilità delle finanze pubbliche. Quindi, l’esecutivo non ha intenzione di tirarsi indietro.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nonostante la forte preoccupazione, cerca di mantenere toni moderati ed invita a mantenere aperto e disponibile il dialogo con l’Unione Europea.

Alla luce di quanto scritto, mi sorge spontaneo fare alcune riflessioni.

Sicuramente, da parte del Governo si evidenzia la volontà di risollevare un Paese debilitato dalla Politica degli ultimi anni, attraverso l’introduzione di vari strumenti legislativi aventi lo scopo di migliorare, per profili poc’anzi scritti, la vita del singolo cittadino.

Tuttavia, vi sono ancora molte ombre su questa manovra.

Innanzitutto il problema del deficit non è da sottovalutare, l’Italia continua ad essere uno dei Paesi con il maggior debito pubblico.

Inoltre, il rapporto tra Italia ed Unione Europea sta vacillando sempre più, e ciò non è un dato positivo in quanto la stessa Unione è stata concepita dagli Stati che ve ne fanno parte per creare un sistema ed un’armonizzazione tra i vari Paesi. Del resto, non bisogna dimenticare che oltre a tutte le finalità proprie dell’Unione vi è quella relativa alle relazioni esterne, attraverso la promozione dei valori e degli interessi della stessa, contribuendo alla pace, alla sicurezza e allo sviluppo sostenibile, all’eliminazione della povertà, alla tutela dei diritti umani.

Si dovrebbe, a mio avviso, cercare di mantenere il più possibile equilibrio da parte di entrambe le Istituzioni, attraverso una maggiore collaborazione, un maggiore spirito di squadra e meno rigidità. Il cambiamento in Italia, ad oggi, è necessario, ma non è possibile prevedere quale sarà l’impatto effettivo della manovra sul nostro paese, né, tantomeno, se la stessa verrà realmente applicata.

Possiamo solo aspettare di vedere come agirà il Governo e come reagirà l’Unione, sperando in un reale dialogo solidale e non in una chiusura controproducente.

Michele Cutolo




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