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23/05/2019
Un'Europa equa e solidale
tutti dicono di voler cambiare l'Europa per poi finire nel non cambiarla

Il Forum del Terzo settore ha elaborato, insieme a Concord, un Manifesto in nove punti per chiedere impegni concreti per costruire un'Europa sostenibile, equa e solidale. Il periodo precedente le elezioni vede sempre un proliferare di manifesti ed appelli sia agli elettori che hai candidati. Sono strumenti corretti e chiari con cui quelli che vengono definiti "corpi intermedi" hanno la possibilità di far conoscere la loro "visione" e quello che sperano esca dalle urne elettorali. In questo caso si tratta di elezioni per il Parlamento Europeo e questo è tanto più opportuno perché l'Europa vive una profonda crisi decennale non solo economica e finanziaria, ma soprattutto politica, sociale e culturale, da cui si esce soltanto  con un mutamento di analisi, paradigmi e modi di pensare. Anche il nostro movimento, il MCL, ha opportunamente espresso un manifesto in tale occasione.

Il Manifesto del Terzo Settore si differenzia rispetto agli altri, e quindi anche dal nostro, perché non è espressione di una singola associazione, ma è espressione di un organismo che riunisce  88 organizzazioni nazionali di secondo e terzo livello – per un totale di oltre 141.000 sedi territoriali – che operano negli ambiti del Volontariato, dell’Associazionismo, della Cooperazione Sociale e della Solidarietà Internazionale.

Non sfugge quindi la difficoltà di portare a sintesi le diverse idee e visioni di una tale moltitudine di Enti ognuno portatore di una sua storia particolare, di propri valori precipui e quindi con sensibilità politiche anche molto differenti tra di loro. Non era quindi assolutamente scontato elaborare un documento che potesse, non dico rappresentare le idee di tutti, ma di fare una sintesi accettabile da tutti i suoi membri. Questo tentativo è riuscito ed ha portato alla redazione del manifesto di cui parliamo.

Questo è stato possibile soltanto perché si è partiti da un concetto semplice, ma assolutamente dirimente: che l'Europa deve essere uno spazio in cui la persona deve essere sostenuta nella realizzazione delle proprie potenzialità. Un Europa quindi in cui al centro vi sia la persona umana. Concetto ben presente nel magistero di Francesco , a cui tutti coloro che si candidano in queste elezioni, e che fanno professione di cattolicità, non possono non ispirare la propria azione politica. Lo stesso Presidente Mattarella, in una sua recente intervista, ha detto: "L'Europa deve recuperare lo spirito degli inizi. Deve curarsi di più delle sorti delle persone".

Il Forum del Terzo Settore ha presentato il Manifesto ai candidati alle elezioni politiche in un incontro, lo scorso 16 maggio, a cui hanno partecipato candidati di diverse forze politiche dal Movimento 5 stelle, al Pd ai Fratelli d'Italia, a +Europa, a Europa Verde a La Sinistra tutti intervenuti con un loro contributo. La particolarità che ha colpito chi li ascoltava, ma che non può non risaltare anche dall'osservazione delle varie posizioni politiche espresse nei dibattiti pubblici, era che tutti si dichiaravano europeisti ma che tutti  vogliono modificare questa Europa.

E' certamente da rimarcare positivamente il fatto che oramai nessuno parli più di uscita dall'Europa, ma deve anche far riflettere che nessuno difenda più l'Unione Europea cosi come è ora. E quello che stupisce di più nell'assistere al dibattito politico sulle elezioni europee è che manca completamente, da parte di tutte le forze politiche, l'esposizione chiara e compiuta del loro progetto di riforma dell'Unione Europea. Dopo aver liquidato con la generica affermazione che "vogliamo una Europa diversa", si vanno ad accapigliare su tematiche e problematiche nazionali  e  sulla possibilità o meno di sforare i parametri attuali. Il dubbio che sorge è che tutti dicono di voler  cambiare l'Europa per poi finire nel non cambiarla, e questo sarebbe un vero dramma per  l’Unione Europea e per "il sogno europeo" di De Gasperi.

Giancarlo Moretti

 




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